Sorta sulle rovine di una antica chiesa preesistente  intitolata a Santa Caterina Vergine e Martire, intitolata alla Regina dei Martiri a memoria del sacrificio dei nostri concittadini partecipanti alla III crociata

 

 

 

     D’impianto rinascimentale, mostra il portale datato 1602. Il timpano è decorato col bassorilievo Madonna in Adorazione al S. Sepolcro. L’interno a tre navate evidenzia una balaustra artistica (1716) in marmo policromo a tarsie.  Posta al culmine del paese, vi si accede tramite un superbo sagrato di pietra. E’ divisa in tre navate.   Dietro l’altare c’è  la tela dipinta ad olio Martirio di San Bartolomeo (1682) di Gaetano Recco, di Napoli. Nella navata destra sono custodite la tela dipinta ad olio di S. Francesco Saverio del XVI secolo e le sculture

 

lignee del Settecento, tra cui S. Donatello. A sinistra, nel cappellone del Sacramento si trova il monumento funebre di G.B. Rossi, fondatore col fratello Giovanni del monastero di San Giuseppe. Da notare pure nel cappellone il busto bronzeo

 

di S. Maria di Gesù, realizzato da Bruno Di Giacomo di Rionero. Sempre a sinistra c’è il dipinto ad olio su tela  Cristo di Pietà e angeli con i simboli della Passione (1589), di Cristiano Danona di Anversa.

     In seguito ai lavori di restauro conseguenti agli eventi sismici del 1980, sotto l’altare maggiore  è stata scoperta e portata alla luce una cripta. Nel 1970 per eliminare una persistente umidità dal pavimento della chiesa si effettuarono dei lavori che misero in luce la sepoltura di centinaia di resti umani. Evidentemente nel passato i cadaveri venivano riposti, tramite delle botole situate nel pavimento, direttamente sotto la chiesa stessa. In questa chiesa attualmente si celebrano tutte le cerimonie liturgiche. In essa si trovano le spoglie del Gran Servo di Dio, Giambattista Rossi, Arciprete di Ripacandida.

   

 

Ricerche di Michele Disabato